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Fastidiose come zanzare Ma tutti cercano le vuvuzela

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La curiosità e la domanda per lo strumento nei negozi della città, è sensibilmente in crescita. In molti negozi di giocattoli, o anche, in generale, di oggettistica, i commessi sono colti alla sprovvista da quanti, sia pur con distacco, vorrebbero vederne una, prima ancora di decidere se acquistarla

 

 

Saranno anche fastidiose come piccole zanzare notturne, eppure a qualcuno piacciono. Stiamo parlando della colonna sonora di questo mondiale 2010, le vuvuzela, che a Firenze vanno per la maggiore. La curiosità e la domanda per lo strumento nei negozi della città, è sensibilmente in crescita. In molti negozi di giocattoli, o anche, in generale, di oggettistica, i commessi sono colti alla sprovvista da quanti, sia pur con distacco, vorrebbero vederne una, prima ancora di decidere se acquistarla. Da tale curiosità si percepisce che è sul punto di scoppiare una moda difficile da controllare: appena all’Ufficio del turismo sudafricano di Milano hanno pensato di distribuire gratuitamente delle vuvuzela, ne sono andate via a migliaia in un paio di giorni. Questione di tempo, dunque, anche a Firenze: basterà che qualche negozio inizi ad esporle in vetrina, perché il segnale di richiamo si sparga dal televisore alla piazza.

Se le vuvuzela non sono ancora arrivate, spiega il signor Bellucci dell’emporio di giocattoli Big, è per un problema a monte nella distribuzione: «In questi giorni sono venuti da noi un sacco di rappresentanti che ci mostrano trombe, trombette e trombettine, e non le vuvuzela vere e proprie». In Emilia-Romagna, e in particolare a Ravenna, sono stati evidentemente più veloci. Quali sono le vuvuzela «vere e proprie»? Lunghe dai 65 centimetri ai 35 metri di quella installata a Città del Capo, che viene azionata meccanicamente prima di ogni partita, questo strumento, forse, ha catturato enormemente l’attenzione anche perché dimostra un “che” di esotico, di tribale, che forse è privo di fondamento. C’erano già al mondiale di Messico ’70: «All’epoca, quando si sentiva quel rumore, anche se non forte come ora, si pensava che fosse un disturbo nell’audio dovuto alla diretta televisiva», racconta Saverio, nel suo bar di Coverciano, mentre va in onda Germania-Serbia. Invece erano già allora le famigerate trombette a farsi sentire, e Saverio, come moltissimi altri gestori di locali pubblici, ha incorniciato la tv tra due vuvuzela blu, omaggio del canale satellitare, artefice delle moderne dirette a pagamento.

Se a Messico ’70 fossero le stesse che a Sud Africa 2010, è difficile da stabilire. Jill, ragazza di 25 anni, mentre entra all’ambasciata del suo Paese, vicino a Ponte Vecchio, dice di non ricordarsi delle vuvuzela: «Prima della Confederations Cup dell’anno scorso. Qualcuno mi ha chiesto se ne esiste una versione originale, tradizionale -continua- ma credo proprio che si sbagli. O forse si confonde con qualcosa come il didgeridoo,australiano, estremamente più difficile da suonare». Basta invece far vibrare le labbra, socchiuse, ed è effettivamente strano sentire come il suono da noi emesso diventa, con la vuvuzela, quella specie di ronzio che ha finito col sostituire il “po-po-po-po-po” degli White Stripes di quattro anni fa. Una madre, da Dreoni, si mostra già preoccupata dall’idea che il figlio la suoni in casa. «D’altra parte – ribatte la commessa- sono così fastidiose a sentirle, che l’unica è suonarle». Intanto, nel bar di Saverio, nasce una discussione sull’autenticità delle vuvuzela regalate dalla tv, nelle quali, sembra che basti soffiare dentro, senza curarsi del tremolar di labbra. Ci si domanda allora quando e dove, finalmente, un fiorentino potrà chiederne una “uguale a quelle sudafricane”, al costo, presumibilmente, di non più di 10 euro. Indiziati sono: negozi di giocattoli e negozi sportivi. Sempre che qualche ufficio del turismo non sia più lesto. Nel frattempo, ci si può consolare cliccando un link che ha cinque “vu” in fila (www.vuvuzela.fm).

Marco Bazzichi
18 giugno 2010

 

Fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it

 

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