Dimenticate i tormenti di Otello, afflitto dal pensiero di Desdemona nelle braccia di Cassio, oggi la gelosia non e' motivata dal timore di trovarsi di fronte un rivale in amore ma dalla paura dell'abbandono. E' l'opinione di un gruppo di criminologi, psichiatri e medici legali che nel corso di un incontro dedicato alla gelosia e alla vendetta, organizzato dalla Simla (Societa' italiana di Medicina Legale e Assicurazioni) hanno analizzato questa nuova forma di comportamento che, nei casi piu' gravi sfocia nello stalking o nell'uxoricidio, reato dal trend costante in Italia.
''L'uxoricidio e' figlio di una sottocultura della prepotenza e della discriminazione di genere - afferma la criminologa dell'universita' di Milano, Isabella Marzagora Betsos - e in molti casi e' compiuto da soggetti che vivono nel panico dell'abbandono''.
Uno dei momenti piu' a rischio, secondo la criminologa, e' quello della prima gravidanza, ''quando il partner sente che l'attenzione della donna e' distolta da lui e puo' soffrire di un forte senso di abbandono tale da spingerlo all'omicidio''.
C'e' anche una spiegazione di carattere evoluzionistico. Secondo Marco Marchetti, medico legale dell'universita' del Molise, gli uomini mettono in atto questo comportamento per l'esigenza di accertarsi della paternita' dei figli, visto che nella donna l'estro non e' segnalato da messaggi olfattivi e questo rende virtualmente le donne sempre disponibili sessualmente, da qui la necessita' del controllo e del possesso.(ANSA).
Fonte: Yahoo








News Magazine Firenze Now