Questo l'ìintervento del consigliere Antonio Lauria (Pd) fatto durante il consiglio comunale di lunedì:
"Credo che il sindaco nel suo intervento dimostri di saper parlare ai cittadini. Generalmente chi esercita un potere pubblico deve assicurare livelli soddisfacenti delle prestazioni nei confronti dei cittadini. Non voglio scendere nei dettagli tecnici di cui si parlerà nel piano strutturale, ma quello che più mi colpisce è il restituire al pubblico dibattito scelte importanti dopo alcune strategie di silenzio del passato. Non si tratta solo di comunicazione pubblica efficace che l’opposizione sostiene.
Non si affronta solo problemi che riguardano la politica degli insediamenti urbanistici ma entra in azione la fisionomia identitaria e socio culturale. Tutti sanno, anche i bambini, che da tempo Firenze non è più nelle classifiche internazionali delle città per la qualità della vita. Ma quali sono i parametri della vivibilità urbana?Verde pubblico, piazze belle, qualità edilizia, traffico, inquinamento ambientale, integrazione sociale. Il centro storico degradato e ridotto ad un bene di consumo rischia di vivere ormai sulla rendita di posizione di attività economiche. Invece il centro , più di ogni altro , come il sindaco sostiene, deve diventare un luogo di socialità, esprimere l’idea di cittadinanza e di identità. Le periferie, specialmente Novoli, Castello, Brozzi hanno una densità di abitanti superiore rispetto a Siena e Pistoia messe insieme. Queste aree, come ampiamente espresso dall’intervento del sindaco, devono rappresentare la modernità di Firenze, recuperando le varie identità. La funzione dei luoghi negli ultimi anni è cambiata perché è cambiata la natura delle persone che ci vivono. I luoghi sono diventati dei media interattivi che comunicano informazione dove emerge sempre di più la sfera emozionale. Firenze, richiede un grande impegno, una forte attenzione in modo che sia più semplice vivere, lavorare, incontrarsi, muoversi. Credo che questo sia possibile attraverso questo nuovo ciclo amministrativo. Di fronte al caos del nostro vivere, ripensare la città come luogo dove poter essere un po’ più felice, è possibile. Il legame fra spazi urbani mal progettati e degradati e infelicità è scientificamente provato. Il nostro umore , le nostre emozioni, sono influenzati dai luoghi in cui passiamo il nostro tempo. L’organizzazione degli ambienti, i colori, la luce possono generare benessere, disagio, solitudine creatività dipende da come sono ideati. A me piace credere a tutto ciò, a quel pragmatismo ideale che il sindaco all’inizio del suo mandato ha citato che non tutti hanno capito. Dopo l’aspetto più poetico volevo fare una considerazione tecnica che ho colto nell’intervento del sindaco. Il concetto di recupero e di sviluppo sostenibile è stato, a mio parere, strutturalmente schematizzato come una sorta di ‘triangolo’ in cui recupero e sostenibilità si configurano come intersezione della vivibilità, della realizzazione e dell’ equità sociale. Elementi portanti ampiamente sviluppati dal sindaco. La cosiddetta logica della ‘tridimensionalità’ sociale, ambientale economica. I sistemi urbani o meglio la città sono contesto di vita. L’avanzata della urbanizzazione deve essere contenuta. Nella città del futuro occorre che la ricerca della sostenibilità e del recupero sia condotta no tanto contro la città, quanto all’interno di essa. L’intervento, dettagliato del sindaco, a mio parere, segna questa strada”.
Fonte: http://press.comune.fi.it








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